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I SACERDOTI CI DONANO CRISTO

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  • 25/06/2019

In queste settimane in molte diocesi vengono consacrati sacerdoti dei giovani che hanno detto il loro “SI” convinto e definitivo al Signore ed alla Chiesa. Preghiamo per loro perché...

I SACERDOTI CI DONANO CRISTO

Sabato 8 giugno, nel duomo di Milano sono stati ordinati 15 nuovi preti per l’Arcidiocesi di Milano

Papa Francesco, il 13 aprile, rivolgendosi ai sacerdoti così diceva:<< Cristo porta gioia perché annuncia amore: questo devono fare coloro che, da lui consacrati con l'unzione sacerdotale, intendono comunicare il suo messaggio di liberazione dal peccato. Non si può annunciare la gioia dell'amore di Dio con il volto scuro>>. La gioia di essere sacerdoti. La gioia di essere testimoni presenti e costanti del Suo Amore. La gioia di diffondere il messaggio salvifico del Vangelo. La gioia di donare in ogni momento e a CHIUNQUE lo chieda la MISERICORDIA di Dio. Il Risorto Gesù porta il lieto annuncio ai poveri, anche ai poveri peccatori; un lieto annuncio che è contagioso, che cambia la vita, che ridona speranza, che dona misericordia. La gioia è contagiosa, invade i cuori, trasforma le vite, non vuole cuori chiusi, ma spalancati al mondo e alla gente del mondo. A tutti. Il sacerdote deve trasmettere questa gioia di essere cristiani. San Paolo VI diceva:<< essere cristiani è difficile, ma rende felici>>. Il sacerdote, colui che Cristo ha CHIAMATO ad essergli compagno, deve essere felice. Deve trasmettere la bontà di Dio. Deve testimoniare, sempre e con coraggio –anche andando controcorrente – le parole del Signore e la Sua gioia nel donarsi sempre! La verità di Dio è sempre anzitutto misericordia e, di conseguenza, genera gioia. 

Verità, misericordia e gioia sono le tre grazie del Vangelo, che nessuno deve mai separare, perché il Vangelo è sempre, anzitutto e soprattutto Verità, Misericordia e Gioia: tutte e tre insieme. Lavorano insieme e si edificano insieme. Si arricchiscono insieme. I sacerdoti hanno il dovere di avere con sé l’odore delle pecore: cioè stare con loro sempre. In ogni momento: felice o doloroso, nella gioia e nelle lacrime, nelle difficoltà e nelle prove. Non abbandonarli nel momento del bisogno. Il sacerdote si dona alla propria Comunità sempre. Non deve essere mondano, pensare al denaro, alle belle auto, ai vestini firmati, ai paramenti dorati. Deve pensare alla Comunità che Gesù gli ha affidato. Deve lottare con le armi dell’Amore e della Verità. Deve dare voce a chi non ha voce, deve testimoniare la CARITA’ e accogliere chi non ha nulla. Il Santo Padre, nel Giovedì santo del 2014, disse:<< La gioia del sacerdote è un bene prezioso non solo per lui, ma anche per tutto il popolo fedele di Dio. il prete è una persona molto piccola: l’incommensurabile grandezza del dono che ci è dato per il ministero ci relega tra i più piccoli degli uomini. Il sacerdote è dunque il più povero degli uomini se Gesù non lo arricchisce con la sua povertà, è il più inutile servo se Gesù non lo chiama amico, il più stolto degli uomini se Gesù non lo istruisce pazientemente come Pietro, il più indifeso dei cristiani se il Buon Pastore non lo fortifica in mezzo al gregge>>. I sacerdoti vanno sostenuti, aiutati, amati, rispettati, ascoltati, Non lasciati soli. La gioia sacerdotale unge, ma non rende untuosi, sontuosi e presuntuosi, è incorruttibile, missionaria ed è custodita anche da “tre sorelle” che la circondano, la proteggono, la difendono: sorella povertà, sorella fedeltà e sorella obbedienza.

In queste settimane in molte diocesi vengono consacrati sacerdoti dei giovani che hanno detto il loro SI convinto e definitivo al Signore ed alla Chiesa. Vengono donati alle Comunità nuovi sacerdoti che hanno bisogno del nostro sostegno e della nostra preghiera. Non delle nostre critiche o delle nostre malelingue. Si parla di crisi sacerdotale e crisi vocazionale. Ma non si parla di perdita di valori della società. Non si parla della chiusura delle nostre comunità e dei cuori di esse. Certo, di fronte a richieste sempre maggiori di sacerdoti per i nostri oratori e parrocchie, coloro che dicono Si al Signore sono sempre meno rispetto alle reali necessità. Però, quanti pregano invocando lo Spirito affinché illumini i cuori dei nostri giovani ad abbracciare la via del sacerdozio? A dire Si al Signore, donandosi tutto agli altri? Privandosi della propria vita per gli altri? «Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe».

Santa Teresa di Lisieux pregava ogni giorno il Signore per i sacerdoti con queste parole: «O Gesù, sommo ed eterno sacerdote, custodisci i tuoi sacerdoti dentro il Tuo Sacro Cuore dove nessuno gli può nuocere. Conserva immacolate le loro mani unte che toccano ogni giorno il Tuo Sacro Corpo. Custodisci pure le loro labbra arrossate dal Tuo Prezioso Sangue. Mantieni puro e celeste i loro cuori segnati dal Tuo sublime carattere sacerdotale. Fà che crescano nella fedeltà e nell'amore per Te e preservali dal contagio del mondo. Col potere di trasformare il pane e il vino, dona loro anche quello di trasformare i cuori. Benedici e rendi fruttuose le loro fatiche e dà loro un giorno la corona della vita eterna. Amen».

Facciamo nostra questa invocazione in questi giorni di grazia per molte delle nostre diocesi, e ringraziamo il Signore perché, ci ha donato nuovamente persone che celebrano l’Eucaristia e ci donano Gesù vivo e risorto.

G. P.