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OMELIA DEL CARDINALE DIONIGI TETTAMANZI ALLA FESTA DI RADIO MATER 2010

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  • 09/08/2017

Card. Tettamanzi e Radio Mate


OMELIA DEL CARDINALE DIONIGI TETTAMANZI ALLA FESTA DI RADIO MATER 2010


“Continua, don Mario, con la tua Radio Mater e con tutti quelli che collaborano con te, a rendere la nostra comunità cristiana più ricca e più gioiosa di amore”.


Erba 3 ottobre 2010.


“Carissimi fratelli e sorelle nel Signore – ha detto il cardinale con voce commossa - Sì, sono profondamente commosso, perché guardandovi vedo qualche cosa di straordinario, vedo un miracolo, il miracolo dell’amore, dell’amore di Dio per noi: è nel nostro cuore, e verrà ancora più abbondantemente in questa solenne Eucaristia. E vedo poi il miracolo del vostro amore, come risposta umile però generosa e coraggiosa al dono dell’amore che Dio continuamente vi fa”.

“La Chiesa oggi – ha proseguito - nella liturgia della parola ci chiede di raccogliere un invito molto prezioso per tutti quanti noi, l’invito che ci viene rivolto dal Libro della Sapienza, che ci dice di entrare nella Sua casa, di sederci alla Sua mensa, di mangiare il pane e il vino, perché solo così è possibile vivere. Carissimi tutti quanti noi abbiamo bisogno della Sapienza: viviamo in una società nella quale non esiste la sapienza, la saggezza, il buon senso. Quanti giudizi e quante scelte vengono fatte che non corrispondono alla Sapienza! Dobbiamo interrogarci se noi abbiamo davvero questa Sapienza che ci fa vedere il vero senso di tutto quello che avviene, il senso delle cose semplici, belle, gioiose, ma anche il senso delle cose faticose, deludenti, il senso della sofferenza, persino il senso della morte.

Ma che cos’è questa Sapienza? questa Sapienza è una Persona, è una Persona viva, una Persona concreta, che vuole incontrarci e che noi a nostra volta possiamo incontrare. Questa Persona è il Signore Gesù. Nella sinagoga di Cafarnao ha tenuto un insegnamento, che era una vera e propria rivelazione sulla Sapienza, dicendo che Lui, Lui stesso è il pane disceso dal cielo, è il pane che dà la vita. Un pane disceso dal Cielo significa che viene dall’Alto, non viene da noi; è il frutto della sovrana libertà di Dio che ci vuole bene. E un pane che viene dal cielo è un pane vivo, vivo nel senso che genera la vita, e poi fa in modo che questa vita a sua volta produca altra vita, così da riempire non soltanto la singola persona, ma anche la società”. “Ma cos’è la vita vera? – si è chiesto l’Arcivescovo - E’ ancora il Signore Gesù che ci risponde in una maniera apparentemente molto semplice, eppure straordinariamente profonda, quando ci dice che la vita vera è la vita eterna, che in definitiva consiste in questa straordinaria e felicissima comunione d’amore tra Lui, il Figlio, e Dio il Padre. E allora – è l’invito del Cardinale - se questo è il dono più prezioso, non possiamo avere paura, neanche nelle situazioni più difficili, più faticose, più deludenti, più disperate.

Carissimi non dimentichiamo mai che il dono più grande che il Signore Gesù ci fa è il dono della comunione con Lui, una comunione che non crolla mai. Da qui scaturisce il mio invito ad avere più serenità, ad avere più speranza, ad avere più coraggio, ad avere più abbandono nelle braccia e nel cuore del Signore”.

“Ma c’è un altro particolare, ed è l’ultimo che vorrei ricordare, che ci è stato segnalato dall’apostolo Paolo – e qui il card. Tettamanzi arriva alla missione specifica di Radio Mater - Paolo parla sì della comunione con il Signore Gesù, ma dice che questa comunione deve allargarsi, prendere la famiglia, i rapporti che noi abbiamo con le altre persone, le nostre comunità cristiane.

E in questo io vedo la missione di Radio Mater, e per questa missione io prego durante questa Eucaristia e tutti voi dovete pregare: è la missione di offrire al mondo d’oggi tanta Sapienza. E’ un mondo spesso insipiente, che è cieco perché non conosce il vero senso del vivere, del soffrire e del morire. Occorre offrire a questo mondo la Sapienza che viene dall’alto, la Sapienza cristiana quella della nostra fede, che ci rivela, in maniera sicura, certa, precisa qual è il senso autentico del nostro vivere, del nostro soffrire e del nostro morire.

Radio Mater ha come suo primo compito di diffondere in questo modo la Sapienza di Cristo, la Sapienza che viene dalla fede. Ma ha un’altra missione secondo me Radio Mater (per la verità ne ha tante! Ma questa sera ne ricordo soltanto due) è la missione di generare una comunità. Io non so come è grande la parrocchia di Radio Mater: senz’altro è più grande delle parrocchie più grandi che ci sono nella più grande Diocesi del mondo che è la Diocesi Ambrosiana. Io, allora, chiedo a Radio Mater che attraverso la comunicazione della sapienza generi una comunità sapiente che sappia a sua volta vivere la sapienza. La viva attraverso un rapporto con gli altri fatto di semplicità, di accoglienza, di ascolto, di condivisione, di solidarietà, di amore”. E avviandosi alla conclusione il cardinale ha detto: “Continua, don Mario, con la tua Radio Mater e con tutti quelli che collaborano con te a rendere più sapiente il nostro mondo e la nostra comunità cristiana, e a rendere la nostra comunità cristiana più ricca e più gioiosa di amore.

Ma qui cade la prima sorpresa, la seconda la dirò prima della benedizione.

Mi arriva una lettera da Roma, dal centro della cattolicità: la lettera è indirizzata a me per la verità, ma alla fine non sono io il destinatario, è proprio lui (Don Mario), sentiamo la lettera:

Signor Cardinale, con lettera del 27 agosto scorso, il Reverendo Don Mario Galbiati ha chiesto al Santo Padre Benedetto XVI, un favore spirituale per la festa annuale di Radio Mater che si terrà domenica 26 settembre presso il palazzo Lario Fiere di Erba. Il Sommo Pontefice accogliendo ben volentieri il desiderio manifestato incarica l’Eminenza Vostra di voler esprimere al Reverendo Don Galbiati e a quanti prenderanno parte alla significativa manifestazione il Suo cordiale beneaugurante saluto, unitamente all’esortazione a diffondere ovunque con una chiara testimonianza di vita la perenne novità del messaggio evangelico per contribuire all’edificazione di un mondo più giusto e fraterno, partecipando a ciascuno e alle rispettive famiglie implorata benedizione apostolica, propiziatrice di pace e di spirituale fervore. Grato per la stimata collaborazione, approfitto della circostanza per confermarmi con sensi di profonda venerazione dell’Eminenza Vostra Reverendissima. Dev.mo in Domino Fernando Filoni Sostituto.

Grazie Santo Padre!

















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