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«TESTIMONE DI CRISTO TESO A NON PERDERE NESSUNO DI QUANTI LA CHIESA GLI AVEVA AFFIDATO»

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  • 09/08/2017

Le esequie del cardinale Dionigi Tettamanzi,
morto il 5 agosto scorso.
Nell’omelia il card. Scola ha detto:


«TESTIMONE DI CRISTO TESO A NON PERDERE
NESSUNO DI QUANTI LA CHIESA GLI AVEVA AFFIDATO.».


L’Arcivescovo mons. DELPINI:


«CI CHIEDE DI FARE IN MODO CHE
SIA FACILE VOLERCI BENE,
COME ERA FACILE VOLERE BENE A LUI».

Milano, 8 agosto 2017 - «Moltissimi tra noi – penso anche a me, alla nostra lunga collaborazione ed amicizia – hanno nel cuore fatti e momenti in cui han potuto godere dell’intensa umanità del cardinale Dionigi. Ad essi ritorneremo quasi a preziose reliquie. Di essi parleremo agli adolescenti, ai giovani, a figli e nipoti per aiutarli a crescere. Colpiva in lui il permanente sorriso, espressione di una umanità contagiosa, riverbero della tenerezza di Gesù e di Maria Santissima verso tutti coloro che incontrava e con eccezionale pazienza salutava ad uno ad uno».

Lo ha detto l’Amministratore apostolico di Milano, il cardinale Angelo Scola, celebrando in Duomo i funerali del cardinale Dionigi Tettamanzi, davanti ad oltre 5mila fedeli, a più di mille sacerdoti, 9 cardinali e 31 vescovi, ai rappresentanti delle altre confessioni cristiane e delle altre religioni, accorsi insieme a molte autorità civili dargli l’ultimo saluto.

«Il rapporto del cardinale Dionigi con la società civile ebbe un peso notevole. Si manifestò non solo attraverso un’apertura al confronto sociale a cui va aggiunto quello ecumenico e interreligioso, ma anche attraverso un’attenzione ai problemi della famiglia, delle famiglie ferite, della vita, del lavoro e dell’emarginazione nelle sue tante e dolorose forme - ha ricordato nell’omelia Scola -. Il Cardinale era guidato da un profondo senso di giustizia che si esprimeva nella promozione e nella difesa dei diritti di tutti e di ciascuno vissuti nel loro legame profondo con i doveri e garantiti da buone leggi. Seppe denunciare senza timidezze, ma sempre in modo costruttivo, i mali delle nostre terre. Egli ha voluto essere un testimone fedele di Cristo teso a non perdere nessuno di quanti la Chiesa gli aveva affidato».

«Affidare, come ora stiamo facendo, il cardinale Dionigi al Padre, non può ridursi ad un gesto di umana gratitudine. Deve scavare in noi in profondità, interrogarci sullo stato della nostra fede e sulla disponibilità a lasciarci prendere a servizio, a spezzare ed offrire tutta la nostra vita come il Cardinale ci ha insegnato fino alla fine, soprattutto negli ultimi mesi della sua malattia, portata in atteggiamento di piena e consapevole offerta», ha insistito Scola.

Prima delle benedizione finale, ha ricordato il cardinale Tettamanzi, l’arcivescovo eletto mons. Mario Delpini: «Mi pare che la ragione che ci accomuna tutti in questo tributo di preghiera e di affetto sia questa: è stato facile voler bene al Cardinale. È stato il suo temperamento, il suo modo di fare, la sua saggezza, il suo sorriso, la sua prossimità alla gente comune, la sua capacità di stare con le autorità, ecco, comunque, c'era qualcosa in lui che ha reso facile volergli bene. Se posso permettermi, credo che ci venga ancora un'ultima raccomandazione dal cardinale Dionigi e vorrei farmene voce. Forse vuole dirci quest'oggi: «Siete tanti, siete bravi, avete tante qualità, forse non avete tutte le qualità desiderabili, forse nessuno è perfetto. Però, ecco, una raccomandazione vorrei farvi: cercate di fare in modo che sia facile volervi bene».

Una grande folla di fedeli ha riempito il Duomo molto prima che iniziasse alle ore 11 la celebrazione. Tanti coloro che non riuscendo ad entrare nella cattedrale sono rimasti sul sagrato e sulla piazza sino alla fine. I sacerdoti accorsi sono stati talmente numerosi che è stato necessario farli accomodare anche fuori dal settore loro riservato. Presenti anche rappresentanti delle altre confessioni cristiane di Milano e delle altre fedi religiose.

Al termine della celebrazione le spoglie del cardinale Tettamanzi sono state sepolte in Duomo, sul lato destro della cattedrale, ai piedi dell’altare Virgo Potens dove è presente anche l’urna del beato cardinale Schuster, di fianco alla sepoltura di uno dei suoi predecessori il cardinale Giovanni Colombo. Al momento della sepoltura, rigorosamente privato, erano presenti il cardinale Scola (che ha guidato la preghiera), monsignor Delpini, i familiari e i più stretti collaboratori del cardinale Tettamanzi.

CARDINALE DIONIGI TETTAMANZI: biografia

Il cardinale Dionigi Tettamanzi nasce a Renate, in provincia di Monza e Brianza il 14 marzo 1934, figlio di Egidio (operaio) e Giuditta Ciceri (casalinga) ed è il primo di tre figli.

Entra all'età di undici anni nel seminario diocesano San Pietro di Seveso (MB), dove inizia gli studi, completati poi nel seminario di Venegono Inferiore. Lì frequenta anche i corsi istituzionali di Teologia, fino alla Licenza ottenuta nel 1957. Il 28 giugno del 1957 viene ordinato sacerdote in Duomo a Milano dall'allora Arcivescovo di Milano, Mons. Giovanni Battista Montini, e pochi mesi dopo viene inviato al Pontificio Seminario Lombardo di Roma, dove rimane per due anni, frequentando la Pontificia Università Gregoriana.

Nel 1959 consegue il dottorato in Sacra Teologia con una tesi su: «Il dovere dell'apostolato dei laici», fa poi rientro in diocesi di Milano come professore di discipline teologiche ai chierici prefetti nei seminari di Masnago (Va) e di Seveso (MB), dove risiede fino all'autunno 1966.

Trasferitosi presso il seminario maggiore di Venegono Inferiore (VA), per oltre vent'anni insegna Morale fondamentale e svolge i trattati del matrimonio e della penitenza sotto il profilo dogmatico-morale.

Da metà degli anni ’70 e fino al 1990 collabora con il quotidiano cattolico Avvenire, specialmente scrivendo su temi legati alla famiglia e alla bioetica. Dal 29 aprile 1989 al 14 marzo 1991 è presidente del CdA dello stesso quotidiano.

L'11 settembre 1987, la Sacra Congregazione per l'Educazione Cattolica, su designazione dell'episcopato lombardo, lo chiama a reggere il Pontificio Seminario Lombardo di Roma. In questi anni continua a collaborare con la CEI, la Santa Sede e diverse istituzioni teologiche, tiene un corso di morale presso la Pontificia Università Gregoriana.

Il 1° luglio 1989 viene eletto Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo e il 23 Settembre riceve l’ordinazione episcopale nel Duomo di Milano per l’imposizione delle mani e la preghiera del cardinale Carlo Maria Martini, scegliendo per se il motto episcopale “Gaudium et pax”.

Il 14 marzo 1991 viene nominato Segretario Generale della Cei.

Il 20 aprile 1995 viene nominato da Giovanni Paolo II Arcivescovo metropolita di Genova.

In questa Arcidiocesi fa il suo ingresso il 18 giugno.

Il 21 febbraio 1998 viene creato cardinale del titolo dei Santi Ambrogio e Carlo da papa Giovanni Paolo II; il 25 novembre prende possesso del titolo.

L'11 luglio 2002 viene nominato da papa Giovanni Paolo II Arcivescovo Metropolita di Milano.

Il 29 settembre 2002 fa l'ingresso solenne in Diocesi di Milano succedendo al cardinale Carlo Maria Martini che termina il suo ventennale episcopato.

Nell’ottobre 2003 viene eletto presidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo (Ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) incarico da cui si è dimesso nel marzo 2012. In questo incarico promuove la nascita del “Rapporto Giovani”.

Il 24 novembre 2004 inaugura a Milano la Casa della Carità "Angelo Abriani".

Il 28 giugno 2011 papa Benedetto XVI accetta la sua rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi per raggiungimento dei limiti di età. Gli succede il già patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola.

Nell’aprile 2005 partecipa come elettore al Conclave che elegge il cardinale Joseph Ratzinger papa Benedetto XVI.

Il 30 aprile 2006 in piazza Duomo a Milano presiede la solenne beatificazione di don Luigi Monza e monsignor Luigi Biraghi.

A gennaio 2008 pubblica “Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito, lettera agli sposi in situazione di separazione, divorzio e nuova unione”.

Il 20 marzo 2008 promulga il nuovo Lezionario di rito ambrosiano, portando così a compimento per il rito della diocesi di Milano la riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II.

Nella notte di Natale del 2008, ai primi segnali della crisi economica, annuncia la nascita del "Fondo famiglia-lavoro" per dare un aiuto a chi ha perso l’occupazione.

Il 15 marzo 2009 al compimento del settantacinquesimo anno di età, presenta a papa Benedetto XVI la rinuncia alla guida dell'arcidiocesi milanese. Il 9 aprile 2009 viene però riconfermato donec aliter provideatur dalla Santa Sede per altri due anni alla guida dell'arcidiocesi.

Il 25 ottobre 2009 presiede la solenne beatificazione di don Carlo Gnocchi in piazza Duomo a Milano.

Il 23 dicembre 2010 visita il campo rom di via Triboniano a Milano.

Il 26 giugno 2011 presiede in Duomo la solenne beatificazione di suor Enrichetta Alfieri.

Il 28 giugno 2011 papa Benedetto XVI accetta la sua rinuncia al governo pastorale dell'Arcidiocesi per raggiungimento dei limiti di età. Gli succede il già patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola.

Il 7 dicembre 2011 il sindaco di Milano Giuliano Pisapia gli consegna la Grande medaglia d’oro di Milano, la massima onorificenza cittadina.

Il 24 luglio 2012 papa Benedetto XVI lo nomina amministratore apostolico della diocesi di Vigevano (Pv) fino al 20 luglio 2013.

Nel marzo 2013 partecipa come cardinale elettore al Conclave che elegge il cardinale Jorge Mario Bergoglio papa Francesco.

Muore la mattina del 5 agosto 2017 a causa di una malattia che si è sviluppata negli ultimi sette mesi.


Registrazioni del 05/08/2017

Omelia pronunciata da don Mario durante la S. Messa di sabato 5 agosto, Vigilia della Trasfigurazione e giorno della morte del Card. Dionigi Tettamanzi

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