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“Guardate le ferite per riconoscere che sono proprio io”.

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  • 28/04/2019

Milano - Nella basilica di Santo Stefano a Milano, l’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, ha celebrato una Messa per i fedeli dello Sri Lanka, organizzata dal Servizio diocesano per le comunità cristiane straniere in suffragio per le vittime degli attentati dei giorni scorsi. Questa l’omelia dell’Arcivescovo mons. Delpini:

“Guardate le ferite per riconoscere che sono proprio io”.

Guardate le ferite. Pensavano: “distruggiamoli tutti” (Sal 74,8) “Con l’ascia e con le mazze frantumavano le tue porte. Hanno dato alle fiamme il tuo santuario, hanno profanato la dimora del tuo nome”; pensavano: “distruggiamoli tutti”. Hanno incendiato nel paese tutte le dimore di Dio. … Ricordati di questo: il nemico ha insultato il Signore, un popolo stolto ha disprezzato il tuo nome. Non abbandonare ai rapaci la vita dei tuoi poveri. Volgi lo sguardo alla tua alleanza; gli angoli della terra sono covi di violenza (Sal 74,6-8.18-20). Guardate le ferite! Guardate le mie mani e i miei piedi! Guardate le ferite. Guardate le ferite per riconoscere che sono proprio io. Ho carne e ossa: sono uomo, con un corpo che può essere maltrattato, torturato, trafitto, con un’anima che può essere umiliata, angosciata, abitata dalla tristezza. Ho carne e ossa: sono un uomo e porto con me tutta la fragilità e la bellezza dell’essere figlio dell’uomo. Guardate le mie mani e i miei piedi! Guardate le ferite. Guardate le ferite per riconoscere che ho ricevuto male da coloro ai quali ho fatto del bene, sono stato umiliato da coloro ai quali ho rivelato la dignità di essere figli di Dio, ho subito il tormento della sete da parte di coloro ai quali ho voluto offrire acqua viva. Guardate le mie mani e i miei piedi! Guardate le ferite: il male subito non mi ha indotto al risentimento e alla vendetta, ma al perdono, perché il mio soffrire ha rivelato la gloria di Dio, l’amore che giunge fino alla fine, l’amore che non si stanca mai di amare, l’amore che offre tutto e quando non ha più niente da offrire offre se stesso. Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi. Guardate le mie mani e i miei piedi! Guardate le ferite e lasciate che lo sguardo si elevi dall’orrore per quello che la crudeltà dell’uomo può compiere alla luce che viene da Dio e che avvolge l’uomo di compassione e di pazienza, che invita i figli a ritornare al Padre per ricevere l’abbraccio del perdono.

Guardate le vostre mani. Guardate le vostre mani: sono mani come le mie, possono fare il bene, possono stringere altre mani per offrire amicizia, per stringere alleanze, per formulare promesse. Guardate le vostre mani: quanto bene e quante fatiche, quante ferite anche, quante asprezze. Aprite le vostre mani, per ricevere i doni di Dio, per non andare a casa a mani vuote, non rassegnatevi ad avere mani sporche, segnate dal male compiuto, provate dispiacere se vedete le vostre mani vuote per le inadempienze e le pigrizie. Alzate le vostre mani nella preghiera, lasciatevi accogliere nell’abbraccio del Padre; lasciatevi accarezzare dalla tenerezza della Madre; lasciatevi condurre dalla sapienza della Chiesa!