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Quattro “angeli” in Cielo

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  • 28/05/2019

Perché in queste ultime settimane, in Italia, genitori – come tanti – hanno tolto la vita a dei piccoli innocenti, nell’indifferenza più totale?

Quattro “angeli” in Cielo

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. E ancora: 'Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei ciel». Che belle queste parole del Signore. Parole che vanno al cuore ed alle coscienze di noi adulti, di noi genitori, di noi educatori, di noi “uomini e donne civili” anche se, in queste ultime settimane, abbiamo visto gesti di odio e di morte verso i PICCOLI. Da nord a sud del nostro Paese, sono stati ben 4 infanticidi: genitori che uccidono il proprio piccolo perché… fa rumore, non li fa dormire, è di fastidio. Un gesto inimmaginabile. Un gesto che neppure gli animali compiono. Ma noi uomini e donne… si. Una società si giudica in base a come tratta i bambini. I bambini sono un grande dono per l’umanità. Gesù non ha difficoltà a farsi capire dai bambini, e i bambini non hanno problemi a capire Dio.

Non per caso nel Vangelo ci sono alcune parole molto belle e forti di Gesù sui 'piccoli. Questo termine “piccoli” indica tutte le persone che dipendono dall'aiuto degli altri, e in particolare i bambini. «I bambini – affermò papa Francesco nell’udienza del 18/03/2015- ci ricordano un’altra cosa bella; ci ricordano che siamo sempre figli: anche se uno diventa adulto, o anziano, anche se diventa genitore, se occupa un posto di responsabilità, al di sotto di tutto questo rimane l’identità di figlio. Tutti siamo figli. E questo ci riporta sempre al fatto che la vita non ce la siamo data noi ma l’abbiamo ricevuta. Il grande dono della vita è il primo regalo che abbiamo ricevuto. A volte rischiamo di vivere dimenticandoci di questo, come se fossimo noi i padroni della nostra esistenza, e invece siamo radicalmente dipendenti. In realtà, è motivo di grande gioia sentire che in ogni età della vita, in ogni situazione, in ogni condizione sociale, siamo e rimaniamo figli. Questo è il principale messaggio che i bambini ci danno, con la loro stessa presenza: soltanto con la presenza ci ricordano che tutti noi ed ognuno di noi siamo figli».

I bambini, nella loro semplicità interiore, portano con sé la capacità di ricevere e dare tenerezza. Tenerezza e semplicità è avere un cuore “di carne” e non “di pietra”, come dice la Bibbia (cfr Ez 36,26). La tenerezza è anche poesia: è “sentire” le cose e gli avvenimenti, non trattarli come meri oggetti, solo per usarli, perché servono… I PICCOLI portano tanti doni e ricchezza nella società di oggi “ricca” di solitudine, egoismo, incertezze, poca fiducia, denaro, indifferenza, chiusura a tutto.

I PICCOLI sono il dono più prezioso che Dio ci ha dato.

Perché vengono uccisi nell’indifferenza più totale e in questo silenzio assordante? Perché in queste ultime settimana, in Italia, genitori – come tanti – hanno tolto la vita a dei piccoli innocenti?

Perché spesso sono “genitori” irresponsabili, impulsivi, maltrattanti, con problemi di dipendenza o semplicemente giovani, stanchi o inesperti.

Perché i “genitori” sono affetti da disturbi di personalità. Non di rado hanno subito violenza da piccole. Perché generalmente viene ucciso un figlio per colpire l’altro genitore e, in psichiatria viene definito “Sindrome di Medea”.

Non esiste una sola causa per un dramma del genere. Spesso si tratta di più motivazioni che talvolta, ma non sempre, derivano dalla malattia mentale. In altri casi, la spinta deriva da un disagio esistenziale o dalla volontà di far del male al partner attraverso i figli.

Non ci sono mamme e papà cattivi, ci sono genitori che stanno male e che devono essere aiutati.

Prima di arrivare a situazioni estreme, ci sono segni di malessere che si protraggono da anni, da mesi, da giorni.

Chi sta vicino ha il dovere di coglierli. Non esistono famiglie, genitori o figli perfetti. Ma esistono un sacco di momenti perfetti lungo il cammino da compiere INSIEME.

Noi cristiani abbiamo il dovere di ASCOLTARE, AFFIANCARE, GUIDARE, ACCOMPAGNARE, SOSTENERE i genitori in difficoltà. Le famiglie di divorziati o separati. I bambini che vediamo “maltrattati” o che ci chiedono un aiuto.

Abbiamo il dovere di fare questo: dobbiamo essere “sentinelle del mattino” come diceva san Giovanni Paolo II.

Dobbiamo intervenire formando le coscienze e avendo il coraggio di ESSERCI sempre.

L’esortazione post sinodale Amori Laetitia presenta anche questo: il ruolo dei genitori e della famiglia. Leggiamola e facciamola nostra e … non induriamo il nostro cuore. Ma spalanchiamolo sempre e con coraggio, anche se la società ed il mondo ci fanno vedere queste atrocità come cosa comune.

G.P.