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“Pregare il Signore con coraggio, non a pappagallo, ma mettendocela tutta”

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  • 10/04/2019

4 aprile 2019

Omelia di Papa Francesco a Santa Marta

“Pregare il Signore con coraggio, 
non a pappagallo, ma mettendocela tutta”

Avere il coraggio di pregare con forza, amore e fiducia. Confidare sempre nel Signore: in quel Dio che ci ama in modo disinteressato e per sempre! << Pregare con coraggio, faccia a faccia con il Signore, non in modo tiepido ma mettendocela tutta. Il Santo Padre ha chiesto di rivolgersi così al nostro Padre che è nei cieli, un Padre attento e premuroso, che ascolta sempre e ci aspetta con cuore aperto. Per fare capire meglio cosa sia la preghiera di intercessione, il Santo Padre ha ricordato le figure di uomini e donne che, come è raccontato nella Bibbia, si sono fidate di Dio: Mosè, Abramo, Anna, la madre di Samuele, e la Cananea.

Nella preghiera serve quel coraggio di rivolgersi a Dio faccia a faccia, ponendo il nostro sguardo nel suo. “Delle volte, - ha detto il santo Padre - quando uno vede come questa gente lotta con il Signore per avere qualcosa, uno pensa che lo fanno come se facessero il braccio di ferro con Dio, e così per arrivare a quello che chiedono, ma lo fanno perché hanno fede che il Signore può dare la grazia”.

Dio, l’eternamente buono, grande e misericordioso non è una macchina per dare e fare grazie. Non è un jukebox dove io inserisco la monetina e poi scelgo la musica che più mi aggrada. Dio è Padre, ci conosce, ci ama, sa di cosa abbiamo bisogno. Non ci abbandona mai. Nella sofferenza o nella prova…Dio è lì con noi. Lui non ci abbandona. Siamo noi ad abbandonare Lui. Nella sua omelia Francesco continua: “Qualcuno ci dice: Io prego perché ho questo problema, quell’altro…dico due ‘Padre Nostro’, due ‘Ave o Maria’, e mi dimentico… No, la preghiera del pappagallo non va. La vera preghiera è questa: con il Signore. E quando io devo intercedere, devo farlo così, con coraggio. La gente, nel parlato comune, usa un’espressione che a me dice tanto, quando vuole arrivare a qualcosa: ‘Ce la metto tutta’. Nella preghiera di intercessione, questo vale pure: ‘Ce la metto tutta’. Il coraggio di andare avanti. Ma forse può venire il dubbio: ‘Ma io faccio questo, ma come so che il Signore mi ascolta?’. Noi abbiamo una sicurezza: Gesù. Lui è il grande intercessore”.

Confidare sempre in Dio e nel Suo Cristo è l’essenza del cristiano. La linfa vitale dell’uomo e della donna che vivono in Dio e per Dio testimoniandolo ogni giorno con coraggio e forza. Noi dobbiamo pregare affidando tutto noi stesso a Gesù, il mediatore e il nostro intercessore presso Dio. Affidiamo a Lui le nostre preoccupazioni, le nostre semplici parole, le nostre debolezze, le nostre fragilità, i nostri silenzi. Affidiamo a Gesù, che è orto in croce per salvarci e risorgerà per accompagnarci sempre in questo cammino di fede verso Dio. “Gesù prega per noi, in questo momento. E quando io prego, sia con la persuasione sia con il mercanteggiamento e sia balbettando sia discutendo con il Signore, ma è Lui che prende la mia preghiera e la presenta al Padre. E Gesù non ha bisogno di parlare davanti al Padre: gli fa vedere le piaghe. Il Padre vede le piaghe e dà la grazia. Quando noi preghiamo, pensiamo che lo facciamo con Gesù. Quando facciamo la preghiera di intercessione coraggiosa così, lo facciamo con Gesù: Gesù è il nostro coraggio, Gesù è la nostra sicurezza, che in questo momento intercede per noi”.

In questo tempo di Quaresima, che sta volgendo al termine e ci sta proiettando verso i giorni santi della nostra salvezza, fissiamo lo sguardo al crocifisso. A te, caro amico e fratello dico: “Fissa gli occhi in Gesù, da Lui non distoglierli più e le cose vane d mondo vedrai svanire e comparire e una luce di gloria. Apri il tuo cuore a Gesù che è venuto a salvarti ed è morto per te. Gesù effonde il suo amore nel cuore che vuole cambiare, se tu resterai sempre con Lui… Lui resterà sempre in te”