La buona giornata

La Mamma!

Il Vangelo del giorno a cura di don Vittorio Marelli

don Vittorio Marelli, sacerdote della Parrocchia dell’Annunciazione a Milano Affori:

Riflessioni al Vangelo del giorno secondo la liturgia ambrosiana

 

 

 

Mercoledì 22/01/2020

Vangelo - (Mc 3,31-35)

Giunsero la madre e i fratelli del Signore Gesù e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Riflessioni

La situazione che ci presenta il brano di Vangelo di quest’oggi è piuttosto ironica.

Quelli che dovrebbero essere più intimi a Gesù (la madre e i fratelli) “stanno fuori” mentre “attorno a lui era seduta una folla”, folla apparentemente composta da estranei. Apparentemente perché è proprio Gesù stesso a chiamare questi ultimi “fratello, sorella e madre”. In essi, infatti, Gesù intravede l’unico tratto di somiglianza che per lui conta: “fare la volontà di Dio”.

Ciò che lega autenticamente a Gesù, dunque, è una scelta: fare la volontà di Dio.

Ciò che ci rende veri parenti di Gesù è una scelta: fare la volontà di Dio.

È la scelta di fare la volontà di Dio che genera l’appartenenza a Gesù e alla sua famiglia.

In modo provocatorio oserei dire così: la scelta di fare la volontà di Dio genera ed è segno della fede autentica. Senza questa scelta non c’è fede ma solo un sentimento religioso che genera buone intenzioni ma non un cambiamento radicale del proprio stile di vita che porta alla gioia autentica, gioia che nasce dal fare la volontà di Dio .

Giacomo, nella sua lettera, scrive così:

Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi; perché, se uno ascolta la Parola e non la mette in pratica, costui somiglia a un uomo che guarda il proprio volto allo specchio: appena si è guardato, se ne va, e subito dimentica come era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla (Gc 1,22-25).