La buona giornata

La Mamma!

Il Vangelo del giorno a cura di don Vittorio Marelli

don Vittorio Marelli, sacerdote della Parrocchia dell’Annunciazione a Milano Affori:

Riflessioni al Vangelo del giorno secondo la liturgia ambrosiana

 

 

Mercoledì 30/09/2020

 
 
 

Vangelo - (Lc 20, 27-40)

Si avvicinarono al Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

Riflessioni

Che diversità di toni fra il parlare dei sadducei e quello di Gesù.

I primi parlano in modo freddo, asettico, legalista. Per loro la morte, la vedovanza, il lutto, sono solo un caso da sottoporre alla legge.

Gesù – invece – ha un modo di parlare che arriva diritto al cuore, lo scalda, gli dona speranza, per lui la morte non è un caso ma un evento doloroso che però va riletto all’interno del rapporto d’amore fra Dio e l’uomo.

E la sottolineatura più forte che ne emerge nel nostro rapporto con Dio è che Lui è il "Dio dei viventi", non dei morti. Essendo suoi figli noi non saremo più preda della morte ma, con Lui e a causa di Lui, "figli della risurrezione" nell'esplosione di una esistenza eterna dove a regnare sarà Dio-Amore. E finalmente sarà "tutto in tutti".

Che belo avere un Dio così! Un Dio che ci ricorda ogni giorno che la nostra vita, la mia vita, è eterna. Già da adesso … bellissimo!!!

Oggi, nella preghiera, potremmo chiederci: lascio spazio in me a forze di morte (le spinte dell'orgoglio, della suscettibilità, dei ripiegamenti egoistici) o mi apro decisamente a lasciar regnare in me le forze della vita con le sue esigenze di superamento di me, di attenzione ai bisogni di chi mi è vicino, di gesti d'amore? E so che, pur piccoli e feriali, questi gesti sono premessa e consistenza di vita eterna?.