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La buona giornata

La Mamma!

 

Il Vangelo del giorno a cura di don Vittorio Marelli

don Vittorio Marelli, sacerdote della Parrocchia dell’Annunciazione a Milano Affori:

Riflessioni al Vangelo del giorno secondo la liturgia ambrosiana

 

 

SAN MATTEO

apostolo ed evangelista

Giovedì 21/09/2017

Vangelo - (Mt 9,9-17)

 Andando via, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Riflessioni

Sono molto affezionato a san Matteo e a questo brano di Vangelo.
Anch’io come Matteo ero seduto al banco delle imposte (lavoravo in banca) quando il Signore ha iniziato a mettermi nel cuore il desiderio di donarmi a lui con tutta la mia vita.
Quante volte è risuonato in me con forza e dolcezza il suo invito: Seguimi! Quante resistenze ho posto a questo suo invito prima di dire il mio umile e indegno sì.
Mi ha sempre affascinato anche come Matteo ha raccontato la sua vocazione.
Dicendo “Si alzò”, ha usato il verbo della resurrezione di Gesù (letteralmente: “Fu risvegliato”).
Come a dire che quel giorno è stato per lui un inizio nuovo, inatteso, stupendo.
Come a dire che da quel giorno ha iniziato a vivere da risorto.
Quella di Matteo è l’esperienza di ogni uomo: se lasci entrare Gesù nella tua vita rinasci, vivi in modo nuovo e sorprendente, scopri la bellezza del vivere in pienezza ogni istante della tua vita.
Ma soprattutto ti senti amato per quello che sei, così come sei... bellissimo!

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