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La buona giornata

La Mamma!

 

Il Vangelo del giorno a cura di don Vittorio Marelli

don Vittorio Marelli, sacerdote della Parrocchia dell’Annunciazione a Milano Affori:

Riflessioni al Vangelo del giorno secondo la liturgia ambrosiana

 

 

 

Martedì 12/12/2017

Vangelo - (Mt 22,23-33)

 

In quello stesso giorno vennero dal Signore Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogarono: «Maestro, Mosè disse: Se uno muore senza figli, suo fratello ne sposerà la moglie e darà una discendenza al proprio fratello. Ora, c’erano tra noi sette fratelli; il primo, appena sposato, morì e, non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. Così anche il secondo, e il terzo, fino al settimo. Alla fine, dopo tutti, morì la donna. Alla risurrezione, dunque, di quale dei sette lei sarà moglie? Poiché tutti l’hanno avuta in moglie». E Gesù rispose loro: «Vi ingannate, perché non conoscete le Scritture e neppure la potenza di Dio. Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Non è il Dio dei morti, ma dei viventi!». La folla, udendo ciò, era stupita dal suo insegnamento.

Riflessioni

In questi giorni stiamo accostando la Parola che la liturgia ci offre cercando di capire come ci possa aiutare nel nostro cammino di avvento, nel nostro cammino verso il Natale.
La pagina di oggi ci svela che l’amore di Dio è più forte anche della morte.
Il mistero dell’incarnazione ci porta questa buona notizia: Gesù ha vinto la morte.
L’atteggiamento dei Sadducei, che mettono in discussione la resurrezione, è un atteggiamento tutt’altro che superato. Il mondo odierno, infatti, non alimenta certo una speranza, una fede nella vita dopo la morte. Tutto appare legato all’oggi e privo di significati ulteriori.
Sta a noi stare nel mondo alimentando la speranza, portando speranza, parlando di speranza.

Come?

Innanzitutto tenendo viva in noi la fede, cioè custodendo la comunione con Gesù attraverso l’ascolto della Parola che ci scalda il cuore e tiene vivo in noi il ricordo della forza dell’amore di Gesù, della sua vittoria sulla morte.
Poi donando speranza a chi accanto a noi l’ha persa o la sta perdendo. Magari attraverso una parola giusta a chi sta attraversando un momento di fatica; attraverso una parola buona e bella che tenti di arginare il catastrofismo che dilaga anche nelle discussioni con i colleghi di lavoro o con gli amici.

Registrazione Audio di Martedì 12/12/2017 (Isaia 40, 1-11)

Commento al Vangelo del giorno di padre Giuseppe Locati

 

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