Puoi sostenere Radio Mater tramite il 5 per mille o un'offerta volontaria.

La buona giornata

La Mamma!

Il Vangelo del giorno a cura di don Vittorio Marelli

don Vittorio Marelli, sacerdote della Parrocchia dell’Annunciazione a Milano Affori:

Riflessioni al Vangelo del giorno secondo la liturgia ambrosiana

 

 

San Matteo

Apostolo ed Evangelista

Venerdì 21/09/2018

Vangelo - (Mt 9,9-17)

Andando via, il Signore Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

Riflessioni

“Gesù vide un uomo, chiamato Matteo”.

Lo sguardo di Gesù è unico.

È unico perché sa andare oltre le apparenze e guardare in profondità.

Solo Gesù poteva scorgere in Matteo – pubblicano, ladro e peccatore – una predisposizione all’amore. Gesù ha intravisto nel cuore di Matteo una piccola scintilla d’amore, nascosta dal suo essere peccatore e ladro, e l’ha accesa, chiamandolo a seguirLo.

Nessuno avrebbe investito su Matteo. Gesù, invece, sì.

Che bello questo sguardo di Gesù!

Uno sguardo che lui ha anche su di noi.

Siamo noi che, invece, non riusciamo a guardarci come lui ci guarda. Infatti, molte volte, vediamo solo il brutto che c’è in noi e non siamo capaci di riconoscere il buono e il bello che abbiamo.

Signore Gesù, donaci uno sguardo come il tuo. Donaci di saper guardare noi stessi e gli altri come tu ci, e li, guardi. Amen.

Puoi sostenere Radio Mater tramite il 5 per mille o un'offerta volontaria.