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La buona giornata

La Mamma!

 

Il Vangelo del giorno a cura di don Vittorio Marelli

don Vittorio Marelli, sacerdote della Parrocchia dell’Annunciazione a Milano Affori:

Riflessioni al Vangelo del giorno secondo la liturgia ambrosiana

 

 

 

Sabato 24/06/2017

Vangelo - (Gv 3,16-21)

Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Riflessioni

Al cuore delle parole di oggi di Gesù c’è un verbo: salvare.
Gesù dice che Dio lo ha mandato per salvare il mondo.
Sì, ma salvare il mondo da cosa?
E poi, sarà vera questa cosa perché il mondo è ancora colmo di violenza, di guerre, di dolore, di catastrofi umanitarie e naturali.
Se Dio non salva il mondo da queste cose, da cosa lo vuole salvare?
La risposta che la maggior parte dei cristiani darebbe, sarebbe questa: dal fuoco dell’inferno.
È vero, è così.
Cristo è risorto e ha sconfitto la morte per tutti e per sempre.
Cristo è risorto dando a tutti la possibilità della vita eterna.
Cristo è risorto per salvarci dalla morte.
Ma c’è anche un’altra risposta a questa domanda.
Risposta che forse noi cristiani facciamo ancora a intuire come vera e stupenda per la nostra vita.
Già da adesso, qui e ora, possiamo sperimentare che Dio ci salva.
Come?
Perdonandoci i peccati e indicando a chi crede in lui il senso della vita, il modo in cui vivere la vita in maniera autentica per essere felice e in pace.
Ecco come in Gesù, luce che vince le tenebre, Dio vuole salvare l’uomo: offrendogli un senso per cui vivere in un mondo che pare lo abbia smarrito o appiattito al “faccio solo ciò che mi piace, cercando di godere più che posso dell’attimo presente”.
E poi, offrendogli la remissione dei peccati.
Però, questa salvezza, Gesù non la impone all’uomo.
La propone.
L’amore non si può imporre, altrimenti non sarebbe amore autentico.
Per accoglierla l’uomo deve riconoscersi bisognoso di questa salvezza perché incapace di darsela da sé.
Per accoglierla l’uomo deve fidarsi di Gesù.
L’uomo deve capire che la fede non è solo fare tanti bei ragionamenti e porre sempre e solo questioni, la fede è un atto di fiducia in Gesù.
La fede non è conoscere la Bibbia,sapere da quanti libri è composta, ma credere che lì ci sia la Parola che Dio rivolge a tutti gli uomini.
A ciascuno di noi fare questo passo, varcare la soglia dei se o dei ma per tuffarci con fiducia nelle braccia del Padre che ci ha donato il Figlio per amore, solo per amore.
Va be’ don, potreste dire ma le guerre, i bambini che muoiono di fame, le vittime degli incendi a Londra e in Portogallo o della frana in Cina?
Una bellissima preghiera recita così:<
Tante volte ti ho chiesto Signore:
Perché non fai niente per quelli che muoiono di fame?
Perché non fai niente per quelli che sono malati?
Perché non fai niente per quelli che non conoscono l'amore?
Perché non fai niente per quelli che subiscono le ingiustizie?
Perché non fai niente per quelli che sono vittime della guerra?
Perché non fai niente per quelli che non ti conoscono?
Io non capivo, Signore.
Allora tu mi hai risposto:
Io ho fatto tanto;
Io ho fatto tutto quello che potevo fare:
Io ho creato te!
Ora capisco, Signore.
Io posso sfamare chi ha fame.
Io posso visitare i malati.
Io posso amare chi non è amato.
Io posso combattere le ingiustizie.
Io posso creare la pace.
Io posso far conoscere te.
Ora ti ascolto, Signore.
Ogni volta che incontro il dolore tu mi chiedi:
Perché non fai niente?
Aiutami, Signore, ad essere le tue mani.

 

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